La Rieducazione

Gli esercizi propriocettivi rientrano nei programmi di educazione motoria, nei piani di allenamento sportivo, nei protocolli di rieducazione funzionale o di riabilitazione.

Dall’adolescenza alla terza età consente all’organismo di stabilizzarsi contro le perturbazioni esterne che arrivano dal camminare o correre su una superficie o un terreno sconosciuto.

La funzionalità ed efficienza del sistema propriocettivo permettono un migliore utilizzo del corpo ed entrambe le componenti della propriocezione, sia quella cosciente che quella incosciente vanno stimolate perché necessarie al controllo neuromotorio. 

La rieducazione propriocettiva necessita l’uso di superfici instabili che permettano di somministrare perturbazioni posturali controllabili dal soggetto allo scopo di incrementare la capacità di eseguire un movimento di qualità, riducendo il rischio di cadute, infortuni e recidive.

Il piede è un sistema adattativo e compensativo, lavora a feedback: migliore è la sua calibrazione migliore sarà la precisione delle risposte reattive e riflesse.

La vista è il sistema orientativo, lavora a feedforward: anticipa l’azione e quindi migliore è la capacità di previsione e migliore sarà la risposta motoria attuata.

Lo scopo primario della rieducazione propriocettiva è quello di raggiungere una stabilità funzionale sufficiente, priva di compensi che permetta l’esecuzione di gesti coordinati ed economici nel controllo dell’equilibrio.

Allenando la capacità di stabilizzazione dinamica in tutti i range articolari è possibile adattare l’attivazione muscolare al carico interno o esterno.

Il movimento va gestito a livello della caviglia, altrimenti il piede, per non cadere, oltre a doversi adattare al terreno deve compensare tutti i movimenti che ha trasferito alle parti sovrastanti.

Il controllo del movimento dal basso con minime oscillazioni del busto, consente un aggiustamento più rapido ed economico e disimpegna sia la colonna vertebrale sia il vestibolo da un lavoro al quale non sono deputati se non in situazioni di emergenza.

Errore frequente nel gestire l’instabilità durante le esercitazioni è quello di “congelare” il piede e trasferire le perturbazioni ai distretti sovrastanti: l’atleta per recuperare il disequilibrio contiene le oscillazioni lavorando in cocontrazione e compensa bilanciandosi con gli altri segmenti. Questa prassi di allenamento non permette al piede di recuperare la sua funzione dinamica e posturale e di restituirgli il ruolo adattativo e compensativo.

I Vantaggi

Calibrazione del sistema tonico posturale.

Aumento del controllo neuromuscolare e della forza distrettuale.

Perfezionamento degli schemi motori generali per ottenere economia del gesto..

Prevenzione delle patologie collegate alla postura come mal di schiena o lesioni muscolari

Un'unica soluzione per ogni tua esigenza

Scopri il percorso più adatto ai tuoi obiettivi

SPORT E FITNESS

Nel settore sportivo la rieducazione ha l’obiettivo di potenziare le prestazioni e di prevenire gli infortuni con una netta riduzione dei traumi distorsivi, delle patologie muscolari e delle recidive. 

Migliorare il controllo posturale permette di aumentare le capacità condizionali di un atleta, come la velocità di movimento e l’agilità. 

REHAB

Nel settore fisioterapico la rieducazione ha l’obiettivo di migliorare l’equilibrio e la stabilità riducendo la dipendenza visiva ed eliminando i compensi dei distretti superiori del corpo.

Questi aspetti risultano fondamentali a qualunque età:

  • In età evolutiva serve a migliorare la coordinazione, la postura e l’equilibrio.
  • In ambito riabilitativo ha lo scopo di prevenire le recidive e recuperare l’efficienza fisica e posturale.
  • In ambito rieducativo per gli anziani è finalizzato ad incrementare le capacità residue, mantenere efficienti le funzioni, ridurre il rischio delle cadute e ritardare gli effetti del tempo.